Leguminose

Hedysarum coronarium L.

Specie: Foraggere

Accessione: due ecotipi di SULLA

Provenienza: cotiche erbose dei pascoli naturali

Denominazione ecotipo 1: Ussana

Sito di prelievo 1: Ussana

Denominazione ecotipo 2: 131

Sito di prelievo 2: Strada Statale 131 al bivio per Ussana

Specie: erbacea, famiglia delle LEGUMINOSE

Ciclo: poliennale

Stipole: triangolari acute

Foglie: imparipennate, con 4-6 paia di foglioline ovali e pubescenti, con pelosità lungo i margini e nella pagina inferiore

Infiorescenza: fiori in racemi ascellari, ovoidali, color rosso purpureo, in numero di 10-35

Data inizio fioritura: prima decade di maggio

Frutto: legume, definito lomento essendo articolato, con la presenza di 2-4 articoli appiattiti discoidali e spinulosi sui bordi e le facce

Seme: discoidale,sub-reniforme, appiattito, di color giallo lucente

Fecondazione: autogama e allogama

N° cromosomi: 2n=16 (x=8)

Peso medio 1000 semi: 4,75 g (seme nudo)

Informazioni aggiuntive

Etimologia: Il nome del genere  Hedysarum potrebbe far riferimento al sapore dolciastro o al profumo zuccherino, mentre quello della specie coronarium rimanda invece all’immagine di una corona relativamente al forma dell’infiorescenza (coronata, fiori a corona). Il termine italiano “sulla” deriva dal castigliano zulla usato per indicare la pianta.
Denominazioni nel mondo: Sulla, French honey suckle, Sainfoin d’Espagne, Esparceta, Spanische esparsette
Habitat:  specie spontanea nei Paesi del bacino del Mediterraneo (W-Medit.) che pertanto viene ritenuto sua zona di origine. Cresce per lo più su terreni argillosi, anche sub-salsi, fino a 1200 m di altitudine, negli incolti erbosi, spesso ai margini di strade sterrate e fossi. In Italia è presente dalla Toscana ed Emilia fin verso sud, inoltre in Liguria e nelle isole. Resiste alla siccità ma non sopporta il freddo (muore a 6-8 °C sotto zero).
Utilizzi: la sua domesticazione è recente; le sue prime notizie storiche risalgono circa al 1700. E’ stata segnalata per la prima volta in Sicilia, all’inizio del XVII secolo, come pianta ornamentale proveniente dalla Spagna, ed i botanici ritengono che successivamente si sia talmente diffusa da essere considerata spontanea. L’Italia è l’unico Paese mediterraneo in cui venga coltivata su superfici significative. Nuove coltivazioni si ritrovano in Tunisia, Spagna, Portogallo, parte occidentale del Nord America, Australia e Nuova Zelanda. In Italia sono iscritte al Registro Nazionale quattro varietà: Grimaldi, Sparacia, Bellante e Sant’Omero. Nei Paesi in cui la specie è stata introdotta di recente sono stati avviati programmi di miglioramento genetico che hanno portato alla costituzione di nuove varietà. Nota è la sua efficacia nel ridurre le infezioni gastro-intestinali degli animali al pascolo, grazie al buon contenuto di tannini e all’elevato valore proteico, come dimostrato da alcuni studi effettuati in Nuova Zelanda,  dove viene utilizzata, oltre che per il pascolamento, sia per la produzione di insilati sia come coltura di copertura per la protezione del suolo e la produzione integrata di miele. Ottima coltura foraggera, dal punto di vista agricolo risulta anche un’ottima miglioratrice della fertilità del terreno grazie all’attività azotofissatrice, ma soprattutto alla potente radice fittonante in grado di colonizzare i terreni argillosi e pesanti, come le argille plioceniche tipiche  delle colline dell’Italia centro-meridionale, rendendoli idonei ad ospitare colture più esigenti. Infatti, con la decomposizione del suo sviluppato apparato radicale si creano dei cunicoli che permettono l'aerazione ed una sorta di ”aratura” del terreno. Non è possibile coltivare la Sulla in un terreno che non l’abbia mai ospitata e quindi privo del rizobio specifico, poiché senza la simbiosi col suo bacillo azotofissatore crescerebbe stentatissima o non crescerebbe affatto. In tal caso è necessario procedere con l’assullatura, cioè l’inoculazione del seme al momento della semina con una coltura artificiale del microrganismo. E’ un’ottima pianta mellifera il cui miele risulta fra i più apprezzati e conosciuti. In Italia, fino al recente passato, l’Appennino romagnolo era dei maggiori luoghi di produzione; attualmente le aree interessate alla coltivazione si vanno riducendo alle sole regioni di Abruzzo, Molise, Calabria e Sicilia. Il miele di sulla ha un colore che va dal bianco al giallo paglierino se liquido, al beige se cristallizzato. Cristallizza alcuni mesi dopo il raccolto, formando una massa compatta, pastosa, con granuli fini. Ha un  odore molto tenue, floreale, con leggero aroma di fieno e un sapore dolce, leggermente acido. Contiene fruttosio di alta qualità ed una gran quantità di oligoelementi (magnesio, rame, zinco, ferro, manganese). La Sulla è una pianta edule in considerazione delle sue buone qualità alimentari; in cucina si usano sia le foglie che i fiori per arricchire le insalate crude o per preparare, anche mista ad altre erbe, flan, frittate e zuppe varie. Si consuma pure lessata e condita con olio e limone, oppure  cucinata con uova strapazzate. Inoltre si usa come alimento medicinale per le sue funzioni lassative e rinfrescanti. In erboristeria viene usata per le note proprietà astringenti, vitaminizzanti e anticolesterolo.